Benvenuto e grazie per aver dato fiducia a questo titolo.
In questo articolo ti spiegherò cosa puoi aspettarti da un percorso marziale a seconda di come questo sia più o meno orientato al combattimento.

Oltre a questo ti racconterò (brevemente) che benefici ho avuto nel praticare diversi stili di combattimento e arti marziali. Il che, probabilmente, spiega perché dal 1985 ad oggi, non mi sia ancora stancato di allenarmi e mettermi in gioco.

Arti marziali: luoghi comuni e leggende metropolitane.

Inizio con un brevissimo aneddoto. Quando nemmeno dodicenne mio padre mi portò alla mia prima lezione di Karatè ricordo che ero terrorizzato da quello che mi sarebbe potuto accadere. Non si sapeva granché delle arti marziali in genere.  

Mio padre sicuramente non aveva un’idea chiara di cosa mi stesse portando a fare.
Quello che però sapeva era che avevo bisogno di imparare a difendermi e che la palestra era vicino a casa.
Tanto bastava.

Oggi le informazioni ci sono ma non siamo messi meglio comunque.
Infatti manca una chiave di decodifica per capire le informazioni con cui veniamo in contatto e quindi dargli un senso.

Persiste quindi il luogo comune dell’allenamento da corpi speciali: sudore lacrime e sangue.
Così come l’idea del campione o maestro imbattibile dotato di chissà quali poteri sovrannaturali di combattimento. 

La verità è molto più prosaica e non differisce da quella di altre realtà dove una pratica amatoriale e salutistica è differente in intensità e modalità da una agonistica professionale. 
Vediamo di che si tratta.

Che percorso puoi aspettarti nelle arti marziali e da combattimento?

Dando per scontato di allenarsi guidati da un maestro preparato e con esperienza, il percorso che puoi aspettarti nelle arti marziali avrà a che vedere con 3 passaggi fondamentali.

Il primo che riguarda il modo con cui il tuo corpo e la tua mente apprendono come esprimere gesti di potenza con la finalità di attaccare e al contempo come posizionare i tuoi arti in modo da avere una struttura difensiva efficace con il minimo di forza indispensabile.

Il secondo passaggio interessa il gestire le distanze, la scelta di tempo delle tue azioni e le pressioni sia in corpo a corpo che nel combattimento al suolo.

Il terzo passaggio consiste nel fare quello scatto mentale che consente di poter riconoscere una propria posizione di dominio e saper graduare la forza in relazione alla situazione, consentendo al contempo un pensiero tattico più strutturato. 

Attenzione, questi passaggi non sono universali né sequenziali. 

Anche se nei tratti principali ogni praticante di arti marziali, riconoscerà sicurante degli elementi che gli sono propri, questo è solo un modo che uso per identificare quelli che considero 3 elementi chiave. 

Inoltre, non intendere questi tre passaggi come consecutivi o elencati in ordine di importanza.
Spesso sono interlacciati e la progressione al loro interno non è a compartimenti stagni.
Infine, alcuni sistemi si focalizzano di più su uno, o li ordinano in modo differente. 

Quello che è sicuro è che avrai un percorso progressivo in cui il miglioramento di un aspetto avrà una ricaduta anche sugli altri. 

Che tipologia di allenamento puoi scegliere nelle arti marziali e da combattimento?

I parametri sono fondamentalmente due:

1) Quanto ti piace il contatto (e che tipo di contatto sei disposto a sostenere) 

2) Cosa ti affascina, diverte, ritieni più utile. 

Il primo riguarda fondamentalmente il combattimento. Ti piace l’idea di combattere contro un avversario? Se la risposta è no esistono molti tipi di pratica marziale che non lo contemplano o in cui questo aspetto è fortemente ritualizzato e non desta problemi.

Se la risposta è sì (io personalmente sono un convinto partigiano di questa scelta) dovrai chiederti quanto e come.

Il mio suggerimento è partire con una attività che non ti faccia sentire troppo a disagio e scegliere un maestro competente. Se l’idea di fare a pugni non ti ispira, orientati verso discipline legate alla lotta (Judo, Lotta Libera, Brazilian Jiu Jitsu). Se invece il contatto un po’ più ruvido è quello che cerchi, Kickboxing, Savate, Sanda, Boxe e, ammetto la mia partigianeria, la super affascinante Thaiboxe. 

Ci sono poi tante vie più o meno legate alla tradizione come Karate, Kung-fu, Aikido, Hapkido, Tae Kwon Do, Kendo, Kyudo, Kali-Escrima-Arnies, Hema nei loro differenti stili e scuole (spero di non aver dimenticato nessuna tra le maggiori). 

Altre fanno della rottura con la tradizione la loro bandiera come il Jeet Kune Do e le MMA o hanno un indirizzo maggiormente legato alla difesa personale come il Krav Maga e il Combatives. 

Il secondo aspetto è molto personale.
Ognuna di queste discipline apre una finestra differente sulla pratica offrendo al contempo, inevitabilmente, anche una filosofia di pensiero.
Mettiamola così.
Probabilmente sceglierai inizialmente sulla base di quello che ti affascina. 

Se dopo qualche mese non ti stai divertendo, non provi più interesse per quello che fai, probabilmente è un buon momento per sperimentare qualcos’altro.
Se invece continui, sarà perché l’allenamento è capace di portarti anche benefici nella vita di tutti i giorni. 

Vediamo come questo accade. 

karateka donna esegue calcio laterale alto
karateka donna esegue calcio laterale alto

I benefici fisici della arti marziali e da combattimento

Parlo per esperienza personale.
Se dovessi fare attività fisica solo perché fa bene, probabilmente mi allenerei lo stretto indispensabile.
Arti marziali e da combattimento consentono di realizzare il delitto perfetto: avere un allenamento completo unendo il divertimento e la soddisfazione di aver imparato qualcosa di nuovo. 

Se praticate in modo razionale le arti marziali e da combattimento sono un modo molto completo per tenere in forma il corpo.
Attenzione, questa regola vale per tutte le attività fisiche.
Ci sono persone che adorano fare bodybuilding così come ce ne sono altre a cui piace correre. Questione di gusti.
Ma se ti affascinano le arti marziali e il combattimento forse questa è la tua via. 

I benefici mentali delle arti marziali e da combattimento. 

A mio parere sono però i benefici mentali quelli più interessanti, in particolare nel lungo periodo.
Le arti marziali e da combattimento consentono un’analisi ed esplorazione dei propri meccanismi mentali molto interessante perché vanno a toccare processi molto vicini al modo che abbiamo di identificare noi stessi ed il rapporto che abbiamo con ciò che ci sta attorno. 

A conti fatti le arti marziali sono un laboratorio in cui vediamo come reagiamo alle difficoltà della vita. Questo consente di provare, in un contesto sicuro, strategie differenti da quelle che, nostro malgrado siamo abituati ad usare in automatico e trovarne di nuove e di migliori. 

Conclusioni 

Intanto grazie per essere arrivato sin qui.
Quello che hai appena letto è tratto e filtrato dal mio percorso personale.
Ha pertanto lo svantaggio di non poter essere oggettivo ma il vantaggio di essere molto pratico e basato su risultati reali.
Altri, con percorsi diversi, potrebbero aver tratto conclusioni differenti.

Prendi ciò che ti serve e usalo per migliorare te stesso e, di conseguenza, lasciare il mondo un lievemente migliore di come l’hai trovato.

Buona vita e buona pratica. 

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