La sicurezza personale, specialmente in contesti di difesa, ha a che vedere con diversi aspetti. È un equilibrio tra capacità pratiche, consapevolezza del proprio corpo e accettazione dei propri limiti. 

Questo percorso si articola in tre aspetti fondamentali: colpire fortelottare con intelligenza e, infine, sentirsi sicuri (ma con un senso più sfumato di quello che si intende comunemente)

1. Colpire forte: accettare e veicolare l’aggressività

Colpire forte significa essere consapevoli delle capacità del proprio corpo di arrecare danno e allo stesso tempo accettare e saper veicolare la propria aggressività. 

Questo implica:

  • Consapevolezza del movimento: Saper generare potenza con pugni, calci, gomitate o ginocchiate in diverse posizioni (in piedi, a terra o da seduti).
  • Gestione dell’aggressività: Accettare questa componente naturale senza confonderla con la violenza. L’aggressività è uno strumento estremamente utile quando veicolata correttamente per raggiungere uno scopo.

Questa consapevolezza riduce anche la paura dell’aggressività altrui. Quando si è meno spaventati, si è più lucidi nel gestire situazioni critiche, evitando reazioni automatiche dettate dal panico.

2. Lottare con intelligenza: il lavoro intellettuale della lotta

La lotta è letteralmente un’arte che richiede intelligenza e conoscenza biomeccanica.
Non illudiamoci, la forza conta eccome ma va veicolata correttamente, proprio come l’aggressività.

L’obiettivo è sfruttare al meglio il proprio corpo e quello dell’avversario attraverso:

  • Principi biomeccanici: Sapere come sfuggire a immobilizzazioni o eseguire sottomissioni utilizzando movimenti che sfruttino la biomeccanica del corpo.
  • Consapevolezza spaziale: Sentire il proprio corpo in relazione a quello dell’altro, gestendo lo spazio proprio e altrui in chiave difensiva ed in chiave offensiva.

La lotta ha una componente mentale molto interessante, insegnando a stare lucidi sotto forti pressioni e allo stesso tempo ad accettare una distanza molto chiusa imparando a sentirsi a proprio agio.

3. Sentirsi sicuri: accettare l’imprevedibile

La vera sicurezza non deriva dall’illusione di poter controllare tutto, ma dall’accettazione dei propri limiti e dell’imprevedibilità della vita.  Attraverso l’esperienza del colpire e del lottare si acquisisce una tranquillità interiore basata su tre consapevolezze fondamentali:

  • Non si può evitare ogni rischio: anche i migliori possono subire un colpo fortunato o essere messi in difficoltà.
  • L’essere ben preparati migliora le proprie possibilità e questo abbassa il rischio di perdere la testa e aiuta a vivere le situazioni comuni senza ansie o paranoie. 
  • Sapere di aver fatto il possibile riduce i tempi di recupero dopo un evento violento (anche finito male) ed evita la sindrome del supereroe, sia in termini di dover sempre essere pronto a tutto che in quelli di dover dimostrare qualcosa. 

Questa accettazione porta a una sicurezza autentica: sapere che ciò che è fuori dal nostro controllo non deve essere fonte di ansia.