Ovvero, come lavorare sui propri buoni propositi facendo in modo che non rimangano tali.

Anche tu hai un cimitero di propositi che tornano dalla tomba ogni anno per ricordarti la loro prematura fine? 

Tantissimo entusiasmo, grandi piani, risoluzioni da far tremare i polsi, dopo il primo periodo di entusiasmo, si sfilacciano fino a venire polverizzati dalla routine di tutti i giorni. 

Così si trova qualche scusa (ma questa volta però è vero) e ci si rassicura raccontandosi che questo non era semplicemente l’anno giusto. Altri buoni propositi nel limbo pronti ad essere risvegliati tra gli ultimi di Dicembre e i primi di Gennaio dell’anno prossimo. 

Se di questa situazione ne hai abbastanza, in questo articolo ti propongo un metodo che utilizzo con successo da 7 anni.
Di fatto è un processo di auto-coaching.
Segue quindi molti step simili a quelli di percorsi di coaching professionali con la differenza che sei da solo alla guida.
Non è una differenza da poco ma nemmeno insormontabile. 

Nulla di quanto leggerai è originale in modo assoluto ma piuttosto il risultato dei miei studi, delle letture che ho fatto e della mia esperienza personale nel perseguire obiettivi (e vivere bene nel farlo).

Vai alle varie sezioni dell’articolo seguendo i link

  1. Parti da ciò che hai fatto bene

    Inizia con ciò che hai realizzato l’anno passato.

  2. Scopri ciò che va messo in equilibrio

    Quali obiettivi mancati ti trascini?

  3. Cosa puoi lasciar andare?

    Prima di aggiungere, in che modo puoi recuperare energie?

  4. Scrivi i tuoi buoni propositi

    Sulla base delle energie di cui disponi, individua cosa è importante raggiungere questo nuovo anno.

  5. Cosa fare per iniziare

    Come muovere i primi passi.

Realizzare i tuoi buoni propositi: Le cose che devi sapere prima

L’esperienza non è ciò che accade a un uomo. E’ ciò che un uomo fa di ciò che accade a lui.

Aldous Leonard Huxley

Ti servirà carta e penna, comincia a procurarteli! 😀 
Fatto questo, devi essere consapevole di alcune cose.

Qualsiasi processo di miglioramento personale richiede energie.
Queste energie devono essere prese da qualche parte non le tiri fuori dal nulla.
Questa azione di riposizionamento avviene in modo non diverso da come strutturi il tempo. Adesso, ad esempio, hai scelto di dirottare parte del tuo tempo per leggere questo articolo invece di mettere cuoricini e seguire profili su Instagram.

(tra l’altro se proprio hai questa pulsione ecco un link su cui puoi scatenarti. Totalmente disinteressato eh!) 

Tornando seri. 

Se dare una svolta alla propria vita richiede impegno anche con l’aiuto di un coach, aspettati di dover dirottare qualche energia in più quando devi fare tutto da solo.

La buona notizia è che se usi un buon metodo, come in un buon percorso di coaching, queste energie vengono indirizzate con profitto e senza dispersioni.
Non solo!
Quando raggiungi dei risultati analizzi ciò che ti ha consentito di conseguirli.
Quando non raggiungi dei risultati analizzi cosa ti ha bloccato.
Il lavoro in direzione di obiettivi specifici diventa  a tutti gli effetti un processo di continuo apprendimento e raggiungimento di ciò che desideri. 

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Fallo anche adesso. Si aprirà un link in un’altra finestra, puoi iscriverti dopo aver finito l’articolo… o non iscriviti se l’articolo non ti è piaciuto).

Bene, direi che ci siamo.
Pronto per scrivere e realizzare i tuoi buoni propositi prima che i robot prendano coscienza e trasformino l’umanità in Matrix?
Ottimo, pronti e via!

Prendi carta e penna.
Non li hai preparati?
No, sul serio. Fallo subito prima di continuare a leggere.
Ti serviranno.

Realizzare i propri buoni propositi partendo da ciò che hai fatto bene. 

Parti elencando quello che nell’anno passato hai realizzato, i piccoli successi che hai ottenuto e le cose che hai portato avanti con efficacia.

Tristemente, quando impari a fare qualcosa bene essa passa a diventare di routine e perde ai nostri occhi valore. Insomma perdiamo il conto di quante volte abbiamo successo e diamo quel successo per scontato.
Partire dal riconoscere che ci sono delle cose che si fanno bene e si fanno tutti i giorni alle volte mi ha aiutato a fare un bilancio realistico e a darmi la carica per i nuovi obiettivi.

Individuane da 5 a 10 e non fare il modesto.
Anche il mantenersi costanti in qualcosa ha valore. Io ad esempio del 2019 sono stato molto contento di essere riuscito a mantenere la mia routine di allenamenti e quella delle docce fredde (che ogni santa volta sono una piccola prova di volontà)

Dopo che l’hai fatto prenditi il tempo per estrarre da questi 5-10 successi almeno 3 apprendimenti. Cosa hai imparato da quello che hai realizzato o tenuto costante? 

Questo aspetto è quello che in un qualsiasi percorso di coaching rappresenta un pilastro ineludibile.
Raggiungere risultati senza apprendere come ci si è riusciti è come scoprire la formula per trasformare il piombo in oro e buttarla dopo il primo lingotto. 

Questa fase è estremamente importante perché, anno dopo anno, impariamo a conoscere sempre di più noi stessi e a “funzionare” meglio nell’unire un alto tono emotivo con una produttività che sia sostenuta dai nostri valori e indirizzata alle cose cui teniamo davvero.
Capire come funzioni è il miglior regalo che puoi fare a te stesso. 

Prima di pensare all’azione, la tua vita è in equilibrio?

Adesso che hai un’idea di quali sono stati i punti forti dello scorso anno, è il momento di vedere il rovescio della medaglia. 

Lasciamo i grandi proclami di cambiamento a più tardi.
Ha poco senso pensare di aggiungere una vela nuova ad una barca che ha bisogno che si tappino prima i buchi che ha nello scafo. 

Esattamente come hai fatto prima, individua 3-5 cose che è da tempo che ti trascini.
Ti chiedo un numero minore perché la tendenza è quella di sovraccaricarsi di cose che non vanno e venire sommersi dalla sensazione di non potercela fare nemmeno avendo a disposizione 7 vite come i gatti.
Come spiego spesso ai miei clienti nel processo di coaching quello che è importante imparare è:  

  • come si riesce a fare qualcosa;
  • cosa ti blocca ( come ci si auto boicotta per essere precisi);
  • come innescare e disinnescare questi processi.

Il tutto mantenendo un alto livello di benessere nel processo.

Una volta che hai questa nuova lista, brevemente ma molto onestamente, scrivi secondo te perché non sei riuscito a realizzare quelle 3-5 cose. 

Sii molto sincero, ci servirà per la prossima fase.

Cosa puoi lasciare andare per realizzare i tuoi buoni propositi?

In linea generale hai una bozza di quello che è andato bene, di quello che non va da un po’ di tempo, di quello che hai imparato e delle spiegazioni che ti dai per ciò che non funziona. 

Questo step si compone di 3 fasi.
Tutte e 3 sono volte a creare spazio in termini di tempo e di energie per darti margine di manovra.
Altrimenti i tuoi buoni propositi non avranno combustibile con cui marciare. 

Sii diligente e non saltarne nessuna. 

Sono tutte molto veloci, non ti preoccupare.

Cosa mantenere.
Per prima cosa pensa a cosa devi mantenere di quello che fai già.
Quali sono i capisaldi della tua vita?
A cosa tieni davvero?
A cosa non puoi rinunciare?
Cosa è funzionale e non sostituibile per mantenere i primi 3 elementi?

Cosa trasformare.
Adesso pensa e scrivi quali attività puoi trasformare in modo da risparmiare tempo ed energie.
Quali attività possono essere diminuite o delegate?
Quali possono essere integrate ad altre o accorpate in modo da risparmiare tempo?
Cosa può essere sostituito da un’altra attività che assolve lo stesso scopo, ma richiede meno risorse? 

Cosa togliere. 
Infine individua i rami secchi.
Cosa ha un bilancio negativo e nessuna prospettiva? 
Quali attività hanno terminato il loro ciclo di vita?
Cosa non è più funzionale a ciò che sei o cosa vuoi raggiungere? 

I tuoi buoni propositi, finalmente!

Realizzato cosa devi mantenere, cosa puoi modificare e cosa puoi eliminare è il momento di fare un bilancio onesto di quali energie fresche puoi
dirottare verso questo nuovo anno.

Recupera le cose che ti hanno lasciato l’amaro in bocca dall’anno scorso (o magari lo fanno da parecchi anni) e lasciati ispirare invece dai tuoi successi e fai una lista minima di 3 obiettivi su cui vuoi concentrarti.
A seconda di quante energie (tempo e risorse) ritieni di poter disporre sceglili più o meno complessi.

Ora aggiungine altri 3 di minore importanza. Qualcosa di desiderabile ma di non strettamente necessario.
Infine, se vuoi, aggiungi quelli che potresti considerare degli sfizi.
Il mio consiglio è di non esagerare e mantenersi sino a 10-12 in totale.

Per i primi 3 fissa dei limiti temporali precisi per il loro raggiungimento.
Per i secondi 3 tieniti più sul generico.
Per gli sfizi non c’è realmente bisogno. 

Che ne facciamo di questi buoni propositi adesso? 

Il mio consiglio è di tenere questa lista dove la puoi vedere ogni giorno.
Se ti aiuta, aggiungi quello che ti ha aiutato nel raggiungere i tuoi obiettivi l’anno precedente, ed i possibili blocchi di cui vuoi essere consapevole.
Ognuno ha metodi differenti nel realizzare questa scheda di “lavoro”.
Parte di questa fase, con i miei clienti di coaching, è esplorare quali siano le modalità che li motivano di più già dall’inizio e cosa consente di mantenerli focalizzati durante.

Il consiglio che mi sento di darti è di provare un sistema che ti sembra faccia al caso tuo e, se vedi nel corso dell’anno che non funziona, di cambiarlo con qualcos’altro. 

Se dovesse ripetersi, magari farei un breve check su quelli che sono i miei blocchi, giusto per essere sicuro di non stare auto boicottandomi. 

Concludendo: 

Essere felici è un risultato a se stante e, a mio parere, l’unico veramente importante.
Essere super performanti e sfondare un traguardo dopo l’altro per rimanere poi perennemente insoddisfatti non ha senso.
Obiettivi e risultati sono strumenti per auto conoscersi e avere un alto livello di benessere.
Imparare a stare bene con noi stessi, visto che siamo l’unica persona da cui non ci separeremo per tutta la vita, mi sembra una strategia intelligente. 

Questo articolo ha un valore di indirizzo generico.
E’ pensato per persone che non stanno vivendo grandi problematiche. 

Se la tua sensazione è che da tempo c’è una svolta che vuoi dare o che ti senti intrappolato in schemi che ti si attivano in automatico e che non riesci a risolvere, probabilmente hai bisogno di un mental coach.

L’auto coaching ha senso per elementi di guida generali.
Nemmeno i coach esperti si fanno auto coaching per cose più serie. 

E’ come farsi la barba o truccarsi senza specchio.
Puoi farlo con elementi di fortuna solo in modo limitato.

Tempo dei saluti.
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