Quando si parla di tecniche di difesa, è fondamentale analizzare sia l’efficienza che l’accessibilità delle diverse strategie. In generale, possiamo suddividere le tecniche difensive in tre categorie principali: bloccaggi, deviazioni e schivate. Ogni categoria ha caratteristiche specifiche, vantaggi e svantaggi che le rendono più o meno adatte a seconda del contesto.
Bloccaggi: semplicità ed efficacia limitata
I bloccaggi consistono nel frapporre un ostacolo fisico alla traiettoria dell’attacco. Ad esempio, se un colpo arriva in una direzione specifica, si utilizza un arto come fosse uno scudo per arrestarne il movimento.
Questa tecnica è semplice da eseguire ed è la più accessibile, soprattutto per chi è alle prime armi. Tuttavia, comporta l’assorbimento parziale o totale dell’impatto, il che funziona fintanto che si ha la struttura per sostenerlo.
Inoltre, difese complete i bloccaggi possono ridurre la visibilità e complicare la gestione dell’ambiente circostante.
Certo, quando non si ha altra scelta è meglio di subire il colpo al 100%.
Deviazioni: equilibrio tra difficoltà ed efficienza
Le deviazioni mirano a spostare l’attacco fuori dalla sua traiettoria originale senza bloccarlo completamente. Questo si ottiene utilizzando una parte del corpo, come il palmo della mano, per deflettere il colpo al momento dell’impatto.
Le deviazioni richiedono una buona posizione di guardia e una capacità media di prevedere la traiettoria dell’attacco. Sebbene siano meno difficili delle schivate, necessitano comunque di precisione tecnica per essere efficaci.
Schivate: la difesa più efficiente
Le schivate rappresentano la tecnica più avanzata ed efficiente. In questo caso, il bersaglio viene rimosso dalla traiettoria dell’attacco senza bloccarlo o deviarlo.
Un esempio classico è spostarsi lateralmente (schivata in flesso-torsione contro diretto) o passare sotto un gancio (Schivata a “U”). Questa tecnica ha il vantaggio di non mettere a rischio gli arti e può sbilanciare l’avversario, lasciando spazio in entrambi i casi per un contrattacco immediato.
Le schivate richiedono un timing molto preciso e vanno contro le reazioni istintive umane, che tendono a frapporre gli arti o ad allontanarsi dall’attacco.
Qual è la migliore tecnica?
Dal punto di vista dell’efficienza pura, le schivate sono superiori perché minimizzano i rischi e massimizzano le opportunità di contrattacco. Tuttavia, sono anche le più difficili da padroneggiare. Le deviazioni offrono un buon compromesso tra difficoltà ed efficacia, mentre i bloccaggi sono i più semplici da apprendere ma meno efficienti.
Un approccio completo
Nonostante queste differenze, l’obiettivo ideale per un combattente completo è padroneggiare tutte e tre le tecniche. La scelta della strategia da utilizzare dipende dal contesto specifico e dalle esigenze del momento. Una combinazione flessibile di bloccaggi, deviazioni e schivate permette di affrontare una vasta gamma di situazioni con maggiore sicurezza ed efficacia.
Una precisazione finale
Attaccare preventivamente o bloccare l’attacco usando un’azione di “stop” spesso eseguita con un calcio, rientrano in alcune nomenclature tra le tecniche di difesa.
Nel Jeet Kune Do, lo stile ideato da Bruce Lee, questo genere di azione è considerata lo stato dell’arte del combattimento. Non accaso il termine Jeet Kune Do significa la via per intercettare il pugno.