Anche chi non ha mai visto un film di Bruce Lee conosce Bruce Lee.

L’immagine dell’attore ha sfondato le barriere del tempo diventando una vera e propria icona.
Questo, innegabilmente, grazie al successo dei suoi film che all’epoca portarono un nuovo modo di intendere i film d’azione d’arti marziali. 

I suoi film ebbero tanto successo che, dopo la sua morte il mercato cinematografico fu invaso dai suoi cloni ed emuli. dando origine ad un vero e proprio genere il Bruceploitation ( https://en.wikipedia.org/wiki/Bruceploitation

Ma l’attore, che è stato un marzialista ed un ricercatore fu davvero un grande artista marziale? 

Il Jeet Kune Do, quello che può essere definito il suo lascito marziale ha un valore che va oltre il pregio di aver dato uno scossone al mondo delle arti marziali negli anni 60-70?

Bruce Lee, per dirla in modo chiaro, marzialmente parlando fu tutto fumo e niente arrosto? 

Una premessa sull’opinione che ho di Bruce Lee. 

Sono arrivato al Jeet Kune Do nel 1996 ma avevo già letto 5 anni prima il lavoro di riordino che era stato fatto sui suoi studi in un libro edito per le edizioni mediterranee e titolato come “ Jeet Kune Do, il libro segreto di Bruce Lee”.
Probabilmente una traduzione più fedele al titolo originale “Il Tao del Jeet Kune Do” nel 1983 doveva sembrare poco chiara e non avere abbastanza attrattiva. 

Il Jeet Kune Do mi affascinò e tutt’ora ritengo che una mentalità pratica e che non ha paura di essere iconoclasta quando necessario, sia un buon modo di intendere il proprio percorso marziale. 

Di Bruce Lee ho studiato quanto ha scritto e praticato Jeet Kune Do concepts dal 1996 sino al 2011.

Come linea di pensiero posso dire che non ho mai smesso di praticarlo. Ma per onestà intellettuale è corretto dire che la linea di pensiero che identifica il Jeet Kune Do è il riflesso di un modo di pensare che non nasce e non si esaurisce nel Jeet Kune Do. 

In questo articolo trovi le mie riflessioni sulla sua figura e sul suo percorso.
Per ragioni di fruibilità mi sono tenuto molto in generale su tanti aspetti.
Lungo l’articolo ti lascerò dei link con cui potrai approfondire, se vorrai. 

Ho ordinato i vari paragrafi in modo da seguire un percorso mentale.
Evita di saltare a conclusioni affettate prima di aver letto tutto l’articolo.
Ok, direi che c’è tutto… possiamo iniziare. 

Chi era Bruce Lee ? 

La definizione che a mio parere potrebbe definirlo bene è: una persona inquieta. 

In quella che è la sua biografia più completa “Bruce Lee: fighting spirit” di Bruce Thomas l’autore rivela come Jun Fan da piccolo fosse particolarmente attivo.
Il soprannome che i parenti gli davano può essere tradotto come “non sta mai fermo”.
Per tutta la vita, Bruce lei ebbe quest’impellenza di fare, di ricercare, di provare strade nuove e, va detto, di emergere.
Il che ci porta a delineare una figura che si discosta sia da quella del combattente invincibile che da quella del maestro imperturbabile. (ti rimando alla biografia di Bruce Thomas se vuoi approfondire).

Bruce Lee era una persona intelligente, fisicamente ben predisposta, di valore e consapevole di esserlo. Al tempo stesso era una persona che non mancava di far pesare la propria posizione e superiorità. Il suo lascito come maestro di arti marziali è limitato a quattro istruttori che, con modalità differenti ,hanno poi sviluppato gli insegnamenti ricevuti prendendo ognuno la propria strada.
Bruce Lee diede l’impulso iniziale ma non fu una guida presente. Come mai allora il Jeet Kune Do, nelle sue differenti scuole sopravvive tutt’ora? 

Come e perchè Bruce Lee è diventato famoso? 

Bruce Lee è diventato famoso tramite il cinema.
Questo malgrado fosse noto nel panorama delle arti marziali e abbia fatto di tutto per distinguersi.
Il suo modo di intendere la pratica e le Arti Marziali era, per l’epoca, rivoluzionario ma proprio per questo era difficile da far passare. In particolare in un ambiente tradizionalista come quello delle Arti Marziali in America negli anni 60.

Bruce Lee da bambino

(a questo link puoi vedere la sua famosa esibizione al torneo di Karatè a Long Beach)

Bruce Lee è diventato famoso grazie al cinema, ambiente che ha frequentato sin da piccolo.
Trasferitosi in America ha dovuto faticare molto per poter entrare nello stesso mondo ed affermarsi come attore. 

Quando alla fine la fama è arrivata è arrivato anche l’interesse del grande pubblico per i suoi scritti e la ricerca di maestri che insegnassero la sua arte. 

A riprova del fatto che la maggior parte del pubblico entusiasta di Bruce Lee non avesse ben chiaro cosa facesse spuntarono come funghi ed ebbero successo maestri che si proclamavano insegnanti di Jeet Kune Do senza averne titolo.
A riprova del fatto che Bruce Lee non abbia formato anche i soli 4 istruttori certificati, con una impronta chiara, rimane il fatto che si siano sviluppate scuole ascrivibili ad almeno 3 linee di pensiero principali semplificabili in: 

  1. JKD original, in cui viene insegnato solo quello che insegnava Bruce Lee.
  2. JKD concepts, in cui viene insegnato anche quello che Bruce Lee probabilmente avrebbe insegnato come prosieguo della sua ricerca.
  3. JKD street fight, in cui viene insegnato del bagaglio del JKD originale solo quello che si ritiene possa funzionare in un combattimento da strada più le integrazioni che possano migliorarne l’efficacia, sulla base di successive ricerche. 

Questi due elementi dimostrano che l’interesse per il lavoro di Bruce Lee come marzialista è slegato dal suo eventuale valore.
Ma dimostrano anche che questo valore manca? 
Tronando alla domanda iniziale: Bruce Lee come marzialista era tutto fumo e niente arrosto? 

Bruce Lee fu davvero un grande artista marziale?

Bruce lee pensieroso

Per valutare il valore di Bruce Lee occorre leggere i suoi scritti e mettersi d’accordo su cosa si intenda per essere un artista marziale.

Iniziamo da quest’ultimo spinosissimo aspetto sul quale spendo in poche righe la mia opinione.
Le Arti Marziali si spostano su un piano che va ben oltre sia quello di una ipotetica difesa personale (che a dire il vero ha un approccio ben diverso al combattimento) che di impiego operativo in ruoli di sicurezza o bellici.
Il fatto che vengano chiamate “arti” non è, a mio parere, un caso.
Il combattimento viene usato come chiave di lettura di se stessi e del mondo e come strumento per elevarsi ad un diverso grado di consapevolezza.

Evitando di sconfinare in ambiti filosofici, a mio parere proprio come qualsiasi altra forma d’arte, anche le Arti Marziali devono poter offrire qualcosa capace di accrescere chi ne viene in contatto.
In tal senso, l’artista marziale, proprio come un pittore o un musicista è tanto grande quanto esprime se stesso in quello che fa ed al contempo dona qualcosa al suo pubblico.

In tal senso, quindi, Bruce Lee è stato un artista marziale tanto grande quanto è riuscito ad offrire in termini di ricerca e riflessioni nell’ambito marziale. 

Proprio per questo, tornando alla premessa, è necessario leggere i suoi scritti. 
Bruce Lee come praticante potè contare su un ampio background, per nulla limitato o ciò che aveva imparato nella scuola di Wing Chun di Yip Man e su una capacità di analisi di altri sistemi che gli consentirono riflessioni tecniche e filosofiche che ancora sono molto attuali. 

Se i film che diedero fama alla “via per intercettare il pugno” (questo è il significato di Jeet Kune Do) sono invecchiati molto male tanto da risultare difficilmente godibili oggi, gli scritti di Bruce Lee offrono un’analisi del combattimento a due tuttora molto interessante. 

Tornando alla domanda iniziale se Bruce Lee sia stato tutto fumo e niente arrosto come artista marziale mi sento di rispondere che fu molto arrosto ma che venne esaltato solo per il fumo.

Grazie per essere arrivato sin qui.
Se sei interessato, prima di andare via, ti segnalo che ho anche una newsletter.
La uso per condividere materiale più approfondito, riflessioni e strumenti che ho trovato utili con chi abbia interesse a far parte un po’ di più del mio mondo e delle mie ricerche.
Mi dicono che è un’esperienza gradevole ma non sono la persona più indicata per dare garanzie su me stesso. 

Eccola: Newsletter Max Coaching.