… e qualche idea per ritrovare lo sprint di un tempo. 

Magari c’è stato anche un tempo in cui allenarsi era qualcosa che accoglievi con entusiasmo. Qualcosa che ti faceva balzare fuori dal letto.
Qualcosa che ti faceva sorridere, pensando che al termine della tua giornata di lavoro o di studio, ci sarebbe stato quel premio.
Perché era, appunto, un premio. 

Magari anche no.
Possibile che l’allenamento sia sempre stato qualcosa che hai mal tollerato in cambio dei benefici che ti dava. Un po’ come quel cliente logorroico e petulante ma che paga sempre puntuale e senza chiedere sconti.
O quel capo che ti fa dannare per come vuole fatto il lavoro ma che allo stesso tempo premia (e bene anche) chi si impegna.

Bene, in tutti e due i casi, se sei finito su questo articolo, quel meccanismo che faceva funzionare le cose si è incrinato. Va ancora, intendiamoci, ma sempre meno bene.
Nessun segnale, inoltre, che le cose in futuro possano migliorare.

Perchè non ho voglia di allenarmi: introduzione per persone realiste.

Sull’argomento della motivazione puoi trovare di tutto e di più.
Voglio darti due informazioni, giusto per inquadrare l’argomento e consentirti di usare al meglio l’articolo.

La prima è che la motivazione, girala come la vuoi, se vuoi che sia longeva deve essere un processo interno. Se vieni motivato a fare qualcosa da un elemento esterno, infatti, quel qualcosa deve compensare sia la naturale inerzia a fare un’attività che la ritrosia a fare qualcosa che non piace.
Il che si traduce, nel corso del tempo, in una sempre maggiore difficoltà a mantenere una motivazione che necessita di continuo supporto esterno.

La seconda è che la motivazione interna quella che non necessita di supporto da fuori è collegata a meccanismi legati alla gratificazione. Se questi meccanismi vengono a mancare o a deteriorarsi l’intero processo rallenta e infine si inceppa.

Credo che tu abbia tutto il necessario per affrontare, finalmente, i motivi per cui allenarti sta diventando sempre più difficile. Ce ne sono altri, ovviamente, ma ho raccolto i più comuni.
Ecco dunque i 3 motivi elencati in ordine rigorosamente casuale. Buona lettura!

Quello che fai non ti diverte e non ti gratifica più.

Il divertimento e la gratificazione sono due elementi che non mancano mai in tutte le attività in cui diventiamo abili.

Si può dire che il divertimento è il piacere immediato che si prova a fare qualcosa e che la gratificazione è invece la sensazione a lungo termine che deriva dall’aver fatto qualcosa al meglio delle nostre capacità o addirittura superandole.
Giocare a calcio è divertente, segnare con un calcio di punizione perfettamente calibrato è gratificante.

Quando poi vanno a braccetto tutti e due, si accede a una vera e propria corsia preferenziale. Si è entusiasti prima di iniziare e non si sente la fatica.

Puoi considerare divertimento e gratificazione come la miscela che fa da carburante all’allenamento. Non occorre che ti dica che senza benzina non si va molto lontano.

Da cosa può essere dovuto questo cambiamento?
Da tanti motivi ma fondamentalmente riconducibili al fatto che ogni attività ha un ciclo di vita. Ha un inizio caratterizzato dalla scoperta, uno sviluppo caratterizzato dalle sfide e una maturità caratterizzata dalla padronanza.
Quest’ultimo stadio precede quello della ripetitività e alla fine della chiusura del ciclo. 

Se l’attività non si trasforma in qualcos’altro, si spegne e si esaurisce.
Ovviamente questo ciclo può interrompersi prima quando le varie fasi non trovano completa espressione.

In ogni caso: che fare se quello che faccio non mi diverte e gratifica più? 

La risposta più semplice sarebbe cambiare attività ma vale sempre la pena soffermarsi e analizzare quello che sta succedendo.
Se sei in una delle fasi che ho citato (inizio,sviluppo,maturità) potrebbe essere che la tua pratica manchi di trovare l’espressione che le serve per passare alla fase successiva.
Sei all’inizio ma non stai scoprendo la disciplina nei suoi vari aspetti?
Stai progredendo ma su binari senza accettare nuove sfide?
Conosci la disciplina ma fatichi a padroneggiare tutti gli aspetti?
La risposta può essere la chiave che ti serve per ritrovare la motivazione perduta.

Infine, se hai concluso il ciclo ma senti di essere ancora legato a quello che fai e non vuoi cambiare attività, un’opzione può essere quella di iniziare un nuovo percorso nella stessa attività. L’esempio più classico è quello di iniziare ad insegnarla.

Non stai facendo più progressi in allenamento.

Abbiamo bisogno costante di migliorarci.
Se ci impegniamo in una attività vogliamo vedere dei risultati. 

Altrimenti che la facciamo a fare? 

Ecco che quindi non vedere risultati può portare ad un abbassamento della motivazione.
Talvolta anche molto marcata. 

Il problema, che talvolta alcuni istruttori e anche personal trainer hanno dimenticato di considerare per i propri clienti, sta nel fatto che mano a mano che si migliora i successivi progressi sono sempre più difficili da notare per l’atleta amatoriale.

Un po’ come le diete.
Nei primi mesi si perdono diversi chili, poi i risultati ben visibili sono sempre minori.

Questo è assolutamente normale. Fisiologico per qualsiasi attività.
Parafrasando la legge di Pareto (trovi il link alla legge qui) serve il 20% dello sforzo per raggiungere l’80% del risultato… ma è anche vero che poi per ottenere il restante 20% serve l’80% dello sforzo.
Insomma, mai una gioia.

Il punto per il personal trainer non è in questo caso inventarsi chissà che ma piuttosto rendere il cliente consapevole:
1) anche dei più piccoli miglioramenti;

2) dei miglioramenti nelle diverse aree accessorie a quella principale;

3) dei miglioramenti cui non viene data a volte importanza come il miglioramento dell’esecuzione tecnica di un esercizio.

Che fare se perdo motivazione perchè mi sembra di non migliorare più?

Anzitutto comincia a considerare il tuo miglioramento come un poliedro che si allarga piuttosto che come la linea di un grafico.
Magari ti sembra di non migliorare nelle prove sotto sforzo massimale ma sei in grado di gestire meglio le energie nelle altre.
Magari ti sembra di non essere più forte nel tirare i pugni ma sei più preciso (che è anche meglio). 

Secondariamente parla al tuo istruttore o personal trainer di questa condizione.
Possibilissimo che lui i miglioramenti li noti ma per te non siano percepibili.
Così come è possibile che per lui sia normale un periodo di stallo, che poi porterà a successivi miglioramenti, ma che a te questa condizione stia facendo perdere la voglia di continuare.
Un buon istruttore, sicuramente un personal trainer, saprà trovare un percorso adeguato per mantenere viva la tua motivazione.
Oppure, beh, cambia istruttore. 

Non hai più tempo, sei sempre troppo stanco. 

Ho messo per ultimo questo motivo perché in verità è figlio dei primi due, sono delle pezze che mettiamo di fronte al fatto che in verità ci manca la motivazione. Vuoi perché non stiamo ottenendo più risultati, vuoi perché quello che facciamo non ci diverte e non ci gratifica più.

Ma non è del tutto vero… solo in parte. 

Seguimi ancora un poco e ti spiego perchè. 


Non trovare più il tempo è spesso una pezza che mettiamo di fronte al fatto che c’è sempre qualcosa più urgente del nostro allenamento.

Incredibilmente l’universo sembra improvvisamente complottare contro di noi proprio all’ora in cui avevamo pensato di allenarci con imprevisti e improrogabili impegni.
Questo ammesso che il nostro allenamento abbia giorni e orari prestabiliti e non sia, come comunemente capita, qualcosa che si fa quando si trova tempo e voglia.

Sentirsi sempre troppo stanchi per allenarsi è la pezza che si mette di fronte al fatto che non ci riserviamo abbastanza energie per fare tutto quello che abbiamo progettato di fare nell’arco della giornata ma piuttosto “navighiamo a vista”. 

Un atteggiamento non troppo distante da chi si mette in macchina per un viaggio lungo e si preoccupa di mettere benzina solo quando il serbatoio è vuoto.

Tutte e due questi atteggiamenti spesso rivelano la presenza dei problemi che abbiamo citato prima. Ma talvolta non è così.
Talvolta capita che davvero stiamo attraversando un periodo molto duro e difficile.
Talvolta il tempo non si trova nemmeno volendolo, le energie non bastano mai.

Che fare allora?

In quest’ultimo caso, davvero, l’allenamento diventa l’ultimo dei problemi.
Come durante una tormenta di neve, occorre tenersi al riparo e tenersi pronti nel momento in cui sarà meno forte e ci si potrà muovere di nuovo..

Tenersi pronti sarà molto importante.
Ad aspettare e basta il momento perfetto facile che ci si ritrovi seppelliti. 

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L’esperienza mi dicono che è gradevole ma non sono la persona più indicata per dare garanzie su me stesso. 

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